Cultura

Gesualdo Bufalino diceva che ci sono tante Sicilie e che non finiremo mai di contarle, noi possiamo dire di avere tante Licata, frutto delle diverse culture e dei tanti popoli che si sono succeduti tra le coste e la piana licatese.
Greci, Normanni, Romani, Bizantini, Arabi, Spagnoli, Maltesi: etnie diverse che in differenzi periodi storici hanno attraversato Licata: ognuna di queste dominazioni ha lasciato alla città qualcosa, e quando diciamo qualcosa ci riferiamo a qualcosa di bello, che vale la pena vedere; un patrimonio artistico e culturale che crea geometrie perfette in diversi angoli cittadini, una miscellanea di stili che armoniosamente si intersecano tra loro.
Città antica Licata, con una storia che prende il via in epoca preistorica: l’ipogeo Stagnone Pontillo ma anche la necropoli che sorge ai piedi del Monte Petrulla testimoniano insediamenti e borghi risalenti al periodo preistorico, così come la Grangela – opera idraulica che risale al periodo pre ellenistico.
La fortezza greca di Falaride –  avamposto militare della tirannia di Agrigento tra Monte Sole e Monserrato, e i resti della città greca di Monte Sant’Angelo sono segni tangibili di un passato glorioso, testimonianze storiche preziose e importanti.
Agli spagnoli è invece stato attribuito il castel S.Angelo, importante luogo di avvistamento della fine del XVI secolo, uno dei luoghi simbolo di Licata: dall’alto delle sue torri il panorama è di quelli che non si dimentica: una distesa di mare blu, il porto pescherecci e il Faro S.Giacomo, tra i più alti d’Italia.
Gli arabi e il loro passaggio saltano all’occhio invece attraversando il quartiere Marina: viuzze strette e vicoli che nascondono un alone di magia e di un tempo che pare essersi cristallizzato, viuzze e vicoli in cui è nata e cresciuta la cantantessa folk per eccellenza, Rosa Balistreri: la sua casa e il suo cuore sono rimasti in queste strade.
Dal quartiere marina basta spostarsi al quartiere S.Paolo per vedere uno stile decisamente diverso, un’ambientazione barocca che ci trascina in un’altra epoca; barocche sono anche alcune chiese, come quella di San Francesco e di San Domenico, oltre a diversi palazzi nobiliari.
Il Liberty invece è lo stile in cui sono state realizzate molte delle ville che si trovano nella zona collinare, ma lo stile appare in tutta la sua maestosità nel Palazzo di Città, progettato da Ernesto Basile, formato dal Municipio e dalla Torre dell’Orologio; proprio sulla torre dell’orologio una storia densa di significato: una campana è stata infatti donata dal Maggiore Frank Toscani, colui che guidò lo sbarco degli Americani avvenuto tra il 9 e il 10 del 1943 che avvenne proprio lungo le coste licatesi: Operazione Husky, un evento che ancora alcuni nonni ricordano e raccontano con particolare emozione.
Altro gioiellino del liberty è il teatro Re Grillo, progettato dal geometra licatese Filippo Re Grillo da cui prende il nome: uno scrigno inserito nel centro storico che mantiene ancora oggi la sua eleganza.
E passeggiando per le vie del centro non può mancare la visita della Chiesa di S.Maria la Nova, per tutti la Chiesa Madre, la Madrice, che ha al suo interno, come una matrioska, un qualcosa di altrettanto bello: la cappella del Cristo Nero, storia e architettura si fondono insieme per dare vita a dei piccoli capolavori.
Sempre in centro anche la Chiesa di S.Agostino e il Santuario di S.Angelo, patrono della città di Licata: al suo interno si trovano ancora le reliquie del santo. Il 5Maggio giorno della festa del patrono la città si ferma per festeggiare il proprio santo, una festa che mette insieme religione e folklore, fede e tradizione, che creano un’atmosfera di festa unica nel suo stile.
Altro momento importante per la città riguarda le festività pasquali e i riti della Settimana Santa, un’attrattiva e un richiamo per turisti e viaggiatori, momenti pittoreschi di una Licata che continua a rispettare le sue tradizioni e a farle rivivere. Se i monumenti mostrano i segni lasciati da una storia ricca e complessa, di un passato ricco, fatto di dominazioni diverse nel corso dei millenni, le manifestazioni popolari invece riportano al presente le tradizioni di un tempo, facendo rivivere lo spirito originario della vecchia grande Licata.